Il Partito delle Aziende saluta il 1° maggio, giorno della solidarietà internazionale dei lavoratori. In questa occasione, il nostro pensiero non può che andare a coloro che hanno perduto il lavoro e/o l’azienda, sospinti nell’incertezza e nel bisogno dalla crisi di un sistema economico al tramonto nella sua forma tradizionale; che subiscono i danni di un degrado corruttivo del sistema politico e delle relazioni sociali del Paese, dal costo non più sostenibile. Il nostro pensiero non può che onorare i caduti sul lavoro e i caduti per il lavoro, imprenditori e partite Iva sospinti fino alla rinuncia alla vita dalla violenza di chi, in una distorsione del sistema bancario e di quello fiscale, nega il diritto a un’esistenza operosa, a una libertà dignitosa, al rispetto. Parimenti, nel giorno del 1 maggio, un pensiero solidale non può che andare ai lavoratori che, nel tempo corrente, subiscono in altri Paesi uno sfruttamento intollerabile, là dove l’esistenza umana è sacrificata alla logica di una competizione economica disumana e aggressiva. Nella parola lavoro vivono i sogni di ogni uomo e di ogni donna. In essi vive il futuro. Per questa ragione, il Partito delle Aziende opererà affinché ogni istituzione chini il capo di fronte al Lavoro, il progetto umano straordinario che permette la crescita dei figli, una famiglia, una vita accettabile e dignitosa, l’esercizio di una libertà compiuta, e affinché la strada che conduce a una finanza effimera, al prevalere di un’ambizione personale senza limiti, a relazioni umane irrispettose dell’uomo sia abbandonata.
W il lavoro! W il 1 Maggio!
Il Partito delle Aziende saluta il 1° maggio
Partito delle Aziende: “Rilanciamo il ruolo sociale delle imprese”
Partito delle Aziende, imprenditori in pista
NO TAV: PDA, CI SCHIERIAMO PER IL COMITATO DEL SI’
OMICIDIO FISCALE – Disoccupati e imprenditori, boom di suicidi in Italia
Il Partito delle Aziende saluta il 1° maggio
Partito delle Aziende: “Rilanciamo il ruolo sociale delle imprese”
Partito delle Aziende: “Rilanciamo il ruolo sociale delle imprese”
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“Serve uno stato che aiuti le piccole e medie imprese a crescere e che ne rilanci il ruolo sociale”, così Fabrizio Frosio, presidente del Partito delle Aziende, in esclusiva per Affaritaliani.it. “Siamo come Forza Italia del ’94. Chiediamo meno tasse, più attenzione alle Pmi e meno burocrazia”. Orientati a destra, ma senza pregiudizi.
Il vostro partito è nato da poco tempo, quali sono gli obiettivi che volete raggiungere e che vi distinguono dalle altre formazioni?
L’obiettivo fondamentale, delineato nel corso della conferenza per la presentazione della direzione nazionale di sabato, è la tutela della piccola impresa. Ma non come associazione di categoria. Noi crediamo che lo Stato debba tutelare le piccole aziende, che costituiscono l’80% dell’economia italiana, perché tutelandole si proteggono le famiglie. Non solo quelle degli imprenditori, ma anche quelle dei dipendenti. Se teniamo poi conto che moltissime aziende italiane sono imprese familiari o individuali si capisce che se queste vengono risanate si aiutano anche le famiglie.
Quali strumenti adottereste per raggiungere i vostri scopi?
Innanzitutto chiederemmo l’abolizione dell’Irap. Poi il ritorno alla Legge Tremonti, il rilancio del mutuo sociale per ridare vigore all’edilizia e un utilizzo più corretto, da parte dello Stato, di misure restrittive nei confronti della aziende. Inoltre è necessaria una riorganizzazione dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia. Due organi che dovrebbero essere a servizio dell’impresa e non opprimerla.
Si può parlare di ruolo sociale delle aziende?
Assolutamente sì. Dobbiamo puntare molto sul ruolo sociale delle aziende, al loro apporto al tessuto umano del Paese. Proprio per questo abbiamo lanciato il nostro partito associato al Partito delle Famiglie. Un connubio che vuole sottolineare l’equazione: benessere per le imprese, benessere per le famiglie.
Meno Stato nell’economia quindi?
Direi piuttosto uno Stato più forte che delinei le autonomie locali.
Più potere alle realtà locali?
Piuttosto una divisione netta tra il potere politico e quello amministrativo, a tutti i livelli.
Berlusconi è sceso in politica ponendosi proprio come uomo delle imprese che lavora per la crescita economica del Paese. Promessa poi non mantenuta…
Alcuni ci hanno paragonato alla Forza Italia del ’94. Ma c’è una diversità di fondo. Noi non nasciamo da una ideologia ma da una necessita pratica. I problemi delle piccole aziende sono i nostri problemi. Noi siamo un partito fatto di imprenditori e non di politici. Questa situazione ha spinto molti di noi a scendere in campo e a dire: adesso dobbiamo cambiare le carte in tavola per poter risanare la nostra posizione.
Dove vi posizionate nel panorama politico attuale?
Noi siamo una formazione di Centrodestra. Il nostro terreno fertile è lì. Ma siamo anche un progetto trasversale a tutela di tutta la piccola impresa, di destra e di sinistra. Detto questo sicuramente saremo a fianco delle formazioni di Centrodestra già esistenti. Pur con le nostre differenze ed esigenze.
NO TAV: PDA, CI SCHIERIAMO PER IL COMITATO DEL SI’
(AGENPARL) – Roma, 13 apr – “Se Forza Nuova, come è solita fare, cavalca le lotte violente il P.D.A. si schiera per il Comitato si TAV, per il lavoro e lo sviluppo. E’ ora di smettere di sfruttare politicamente i problemi locali, per bloccare ogni cosa in questo Stato”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Frosio, Presidente Partito delle Aziende. “Dobbiamo riappropriarci delle decisioni e fare di questo Stato di gomma uno Stato forte che dia risposte FORTI e coerenti e non uno Stato che si fa trascinare da una parte all’ altra, a seconda delle esigenze locali e settoriali. La TAV è un bene per tutti ed un occasione di sviluppo da non perdere per avere ancora testo in Europa e poter contare su velocità e praticità negli spostamenti di merce e persone anche perché bisogna pensare alle generazioni future e non alla semplice necessità odierna. Il Partito delle Aziende si definisce per rappresentanza naturale il nuovo Comitato si TAV e chiede immediatamente una linea ad alta velocità anche da Milano a Taranto, luoghi di grande sviluppo turistico, ma irraggiungibili in tempi accettabili su linea ferroviaria” .
Fonte: http://www.agenparl.it
OMICIDIO FISCALE – Disoccupati e imprenditori, boom di suicidi in Italia
Aumenta il numero dei suicidi tra imprenditori e disoccupati: secondo una ricerca Eures relativa al 2009 in Italia si è stimato un incremento che ha interessato soprattutto la popolazione maschile (+5,6% rispetto all’anno precedente) ma anche in misura minore quella femminile (+ 1, 6 % con 634 casi rispetto ai 631).
Da sottolineare la forte connessione tra suicidi e crisi economica e occupazionale, e anche in questo caso sono i numeri a parlare: 357, infatti, i suicidi compiuti da disoccupati, con una crescita del 37,3% rispetto ai 260 casi del 2008 al tasso di quasi un suicidio al giorno. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone espulse dal mercato del lavoro (272 in valore assoluto), il 76% rispetto agli 85 casi di persone in cerca di prima occupazione. Un altro dato che evidenzia la connessione tra aumento dei suicidi e crisi è quello relativo ai suicidi per motivi economici, che raggiungono proprio nel 2009 il valore più alto degli ultimi decenni con 198 casi, e una crescita del 32% rispetto all’anno precedente e del 68% rispetto al 2007.
Analizzando la distribuzione geografica dei casi studiati, si rivela che oltre la metà sono concentrati “in una regione del nord” (riportando esattamente ciò che dice la ricerca) con una percentuale esattamente del 53,6 % del totale, il 18,8% al centro e il 27,6% al sud. Una tendenza in triste ascesa quella dei suicidi nel Nordest che riguardano soprattutto padroncini e piccoli imprenditori: sono oltre una cinquantina negli ultimi tre anni quelli che si sono tolti la vita, spesso schiacciati dai tempi di pagamento lunghissimi applicati dalle aziende o dagli enti pubblici.
Ed è proprio sull’onda di questa situazione che si è svolta il 19 Gennaio, in Piazza Montecitorio a Roma, una manifestazione organizzata dal PDA (Partito delle Aziende) – fondato nel marzo del 2011 e forte, a oggi, di ben 10.000 iscritti – per solidarizzare con le famiglie degli imprenditori suicidi e far sentire la voce di tutti gli imprenditori che ogni giorno lavorano con forza e professionalità ma che non sono presi in considerazione dallo Stato. La manifestazione ha rivolto la protesta nei confronti dell’”omicidio fiscale” – così definito dal PDA – da parte di Banche, Equitalia e Agenzia delle Entrate e contro quella che si definisce istigazione al suicidio.
Caravella.eu







